Mag 25 2008

Ambiente, energie e crescita.

Stiamo assistendo ad un bombardamento mediatico che ci deve convincere del fatto che la soluzione di tutti i nostri problemi sia la crescita, intesa essenzialmente come economica.
Devo confessare che sono fortemente preoccupato quando sento eminenti personaggi pubblici (politici, industriali, economisti etc.) affrontare tutti i problemi come sottoprodotto dell’economia stagnante.
Una volta perlomeno queste persone si facevano consigliare da esperti nei vari settori, ora parlano come dei qualsiasi lobbisti che devono piazzare i prodotti dei propri sponsor.

Mi scuso, ma visto gli argomenti il post sarà decisamente lungo e con parecchi approfondimenti e riferimenti esterni.

1.  La soluzione all’invasione della mondezza?
Inceneritori, inceneritori ed ancora inceneritori.

Non che sia esperto di questo particolare argomento, però senza citare leggi fisiche (tipo nulla si crea, nulla si distrugge tutto si trasforma= che resta dopo bruciato?), a puro lume di logica e con un tantino di immaginazione direi che la soluzione della “monnezza” non può essere univoca e

  • se ne producessimo di meno
  • se differenziassimo prima della discarica
  • se eliminassimo gli imballaggi inutili
  • se recuperassimo tutto il recuperabile,

a monte della discarica, forse una parte del problema l’avremmo già risolta e, tolta l’emergenza, potremmo anche pensare di valutare soluzioni alternative all’inceneritore (pardon, termovalorizzatore) che pure esistono e sono usate, altrove.

2.  La carenza di energia ed i suoi alti costi?
Centrali nucleari, che diamine
… e pure di ultima generazione così gli ambientalisti del fare sono contenti.

Peccato che questo reattore di generazione IV non sia atteso prima del 2025 (e non convinca un fisico come Rubbia) e dunque si parli ancora di terza generazione, quindi con tutti i problemi che nel 1987 convinsero gli italiani ad uscire dal nucleare (un po’ di storia e tecnologia).

Come si intuisce anche dall’articolo de IlSole24ore chi parla di ritorno al nucleare parla in realtà di una filiera, un sistema a cui bisognerà dedicare ingenti risorse ignorando:

  • la finitezza delle riserve di Uranio (come per il petrolio) ed il suo costo (in salita)
  • il fatto che dovremmo comunque acquistarlo all’estero
  • i problemi derivanti dallo smaltimento dei rifiuti radioattivi !
  • la richiesta di elevati standard di sicurezza, che fa lievitare il prezzo del KW elettrico
  • le problematiche (ed i costi) di smantellamento della centrale a fine esercizio
  • la disponibilità di siti adatti

Ma anche tralasciando i punti sopra esposti, quello che non ci dicono è che anche decidendone oggi la costruzione l’energia da fonte nucleare non sarà disponibile prima di 10 anni e, a meno di non partire con almeno una (?!?) centrale per regione (vi immaginate, parliamo di federalismo fiscale, poi costruiscono una centrale nel Lazio per dare energia magari alla Lombardia?) quale quota percentuale del fabbisogno elettrico potrà coprire il nucleare?

Due dati, estratti direttamente dal sito della Terna,  ci dicono che oggi servono circa 35000 MW (con picchi fino a 50000MW in situazioni particolari); una centrale nucleare in genere è di taglia 1000 o 1200 MW… fatevi voi il calcolo percentuale: io non dico niente… ma neanche vi posso nascondere che da decenni nel mondo occidentale non si costruiscono più centrali nucleari, come si può verificare da fonte non di parte.
Ci sarà pure un motivo, come significherà qualcosa che ormai negli USA (cui ci vogliamo spesso ispirare) il trenta per cento (30%) dell’elettricità installata nel 2007 è prodotta dall’eolico!

Quello che mi preme dire è che credo sia opportuno puntare sulle energie rinnovabili (un mix ovviamente) e che convenga farlo ora, che abbiamo ancora una struttura industriale e scientifica, le infrastrutture adatte a effettuare la transizione.
Tra poco, se il petrolio continuerà a salire e ad essere sempre meno disponibile, potremmo non aver più il tempo per operare questo cambio di direzione.
E non è solo un discorso ambientalista: i pannelli fotovoltaici, le turbine eoliche non li possiamo costruire in casa… servono industrie, ricerca, trasporti e personale in grado di gestirli, installarli e farli funzionare come per tutti gli apparati di un certo livello di complessità.

La vogliamo impostare questa questa ristrutturazione industriale?

3.  Il problema ambientale?
Sviluppare le tecnologie
(si, le stesse che l’hanno creato) è la soluzione.
Che poi mica siamo così sicuri che la CO2 aumenti per colpa nostra, né che il riscaldamento globale sia a noi imputabile! (qui si citano ricerche scientifiche, due o tre, ignorando l’espressione di fior di istituzioni scientifiche internazionali.. solo qualche migliaio di scienziati sfigati e/o ambientalisti).

Temo che il problema non sia solo nel migliorare la tecnologia, quanto nel selezionarla.  Se il miglioramento delle prestazioni di un’automobile permette di consumare meno ed inquinare relativamente meno ma viene usato per aumentare le vendite.. è ovvio che non abbiamo migliorato la situazione ambientale (nè il consumo di risorse).

Il problema ambientale è indissolubilmente legato agli altri due, ma è anche un problema se vogliamo etico: quanto è corretto consumare l’ambiente ora lasciando i guasti a chi verrà? E quanto è giusto che per mantenere i nostri stili di vita decisamente spreconi) si costringa altri a tenerne ai limiti della sussistenza?

Perchè se la nostra impronta ecologica è superiore a 1 significa che stiamo consapevolmente consumando le risorse di qualcun altro.

Pensiamoci, la prossima volta che entriamo in un centro commerciale… magari riprenderemo il discorso in altro momento.

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3 Risposte a “Ambiente, energie e crescita.”

  1. MarcoP scrive:

    Appena finito di scrivere questo post mi accorgo che hanno affrontato temi simili anche:

  2. Il nucleare in Italia: a chi credere? - Matteo Moro scrive:

    […] “Ambiente, energie e crescita“ Ti è piaciuto l’articolo, eh? OFFRIMI UNA BIRRA! (è sufficiente essere iscritti a Paypal […]

  3. Ein4Future » Perchè differenziare? scrive:

    […] abbiamo gi parlato altrove, però ci sono ragioni diverse dal semplice evitare situazioni di degrado alla napoletana (ed alla […]

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