Feb 08 2009

Eco-Concorso: i lavori dei partecipanti – 3

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Come anticipato nel post di lancio del concorso continuiamo con la presentazione dei lavori inviati dai concorrenti.

E’ il turno di Carmine Martone, allievo della 2Bs, (Liceo Scientifico Tecnologico dell’Einstein) che ha ripreso nella foto un suo professore intento alla pulizia di un cortile…

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foto_2bs Didascalia

La foto rappresenta il prof. Petaccia
che si e’ gentilmente prestato per usare la “ramazza” in un cortile pieno di cartacce e altri rifiuti.
Siamo a Roma, vicino alla nostra scuola, a 2 passi da un bellissimo parco regionale, dove i lavori per una sala convegni sono fermi da troppo tempo.
Esempio di opera pubblica non terminata, in stallo, che si trasforma piano piano in discarica….

Alta architettura, materiali nobili come il tetto di rame ecc., soldi pubblici spesi…
tutto non finito….
oggi sempre piu’ una discarica….

Credo proprio che non si dovrebbero avere queste cose in una citta’ seria !

Martone Carmine
classe 2BS
liceo tecnologico
istituto Einstein Roma

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Feb 08 2009

Eco-concorso: i lavori dei partecipanti – 2

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Come anticipato nel post di lancio del concorso continuiamo con la presentazione dei lavori inviati dai concorrenti.

Questa volta è il turno della 4B dell’Itis “Einstein” che presenta il lavoro fotografico di Andrea Dantignana: due foto in notturna che evidenziano la quantità di fumi prodotti dall’inceneritore della discarica di Malagrotta.

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foto1_dantignana

foto2_dantignana

didascalia:
Sito discarica di Malagrotta Roma 2009
Dantignana Andrea, I.T.I.S Albert Einstei

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Feb 08 2009

Eco-Concorso: i lavori dei partecipanti – 1

Logo Eco-concorsoCome anticipato nel post di lancio del concorso iniziamo la presentazione dei lavori inviati dai concorrenti.

Il primo prodotto è della classe seconda D dell’IPSSAR Torcarbone di Roma, è visionabile convertito in Pdf e potete votarlo direttamente aggiungendo un commento a questo post (richiede obbligatoriamente di lasciare una casella mail, che non verrà comunque visualizzata nel commento).

Buona visione!
😉

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Gen 04 2009

Letture pre rientro

Prepariamoci al rientro in aula con delle letture relative all’energia ed al risparmio energetico.

Suggerisco questi volumetti e direi che potremmo suddividerne la lettura così, utilizzando l’elenco alfabetico del registro di classe:

  • siamo al verde (i primi sette dell’elenco)
  • mondi nuovi (dal posto 8 al 15)
  • diamoci una ripulita (dal 16 al 21)

Ci vediamo il giorno 15 gennaio, per discuterne insieme.

Buona lettura!

😉

aprile 2008agosto 2008

settembre 2008

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Dic 20 2008

Buone feste!

Category: 3BEA,DECRESCITA,Progetto Educarsi al futuroMarcoP @ 8:50 am

Nat008 Siamo tornati regolarmente on-line ed in tempo per gli auguri.

Ci tengo a salutarvi con una citazione tratta da un articolo che vi invito a leggere:

Siate cattivi a Natale, buoni tutto l’anno
<<“E’ ora di dire basta – scriveva don Tonino Bello – alla strizzatina di buoni sentimenti che vien fuori dalla torchiatura del nostro cuore”.
Un invito ad uscire dall’autogratificazione delle elemosine natalizie e dal sonnolento tepore delle nostre vite tranquille ed indifferenti, per cambiare gli stili di vita consolidati ed impegnarci a non “fabbricare nuovi poveri”
.>>

Matteo Della Torre (Coordinatore della Casa per la nonviolenza)

Fonte: Il grido dei poveri, mensile di riflessione nonviolenta

Spero vi farà pensare ad una azione di solidarietà ed altruismo, alternativa alla “follia delle spese natalizie”…

Felice anno nuovo!


Dic 20 2008

EducarsialFuturo: concorso Nazionale.

post-it

Segnaliamo il concorso nazionale di Educarsi al Futuro:

ENEA e Ministero Ambiente, al fine di coinvolgere le scuole nella produzione e diffusione su internet di nuovi materiali didattici sullo sviluppo sostenibile, bandiscono un Concorso nazionale per premiare i materiali di maggior interesse che saranno prodotti dalle scuole nel corso dell’a.s. 2008/09.”

Il premio consisterà in kit di elettrificazione fotovoltaica da destinare a scuole africane, più premi in euro per i primi sei classificati.

Qui il bando, c’è tempo fino al 30 aprile 2009!

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Nov 29 2008

L’ecologia ci salverà?

Il numero dell’Espresso attualmente in edicola contiene uno speciale su ecologia e rinnovabili. Anche senza correre in edicola consiglio l’attenta lettura dell’articolo online  “Giardino Europa“.

Cosa si evidenzia, di interessante per noi, in questo articolo?
Vediamo insieme di puntualizzarne i contenuti:

  • La comunità Europea punta fortemente sulle rinnovabili (l’Italia attualmente no)
  • “… nel 2007 il 19,8 per cento dell’energia elettrica consumata nel Paese iberico veniva dai parchi eolici. Con questa cifra l’anno scorso, in Spagna, il vento ha superato l’atomo. “Le energie rinnovabili possono contribuire da subito alla lotta al cambiamento climatico, mentre per il nucleare ci vogliono almeno 10-15 anni e investimenti estremamente più alti per costruire una centrale”, spiega una fonte della Commissione europea.”

    A differenza di quanto vogliono farci credere qui, la lotta al cambiamento climatico è possibile ora con le tecnologie di cui disponiamo largamente e soprattutto lavorando localmente.

    Infatti:

  • Gli investimenti in energie “verdi” restano sul posto e creano lavoro
  • Ma l’energia verde non è solo competitiva con l’atomo, lo è in generale. “È molto semplice”, spiega un’altra fonte dell’esecutivo comunitario, “se costruiamo un gasdotto diamo il denaro direttamente alla Russia, all’Algeria, all’Arabia Saudita, se costruiamo un parco eolico gli investimenti restano in Spagna, Danimarca e in Germania”. Paesi non citati a caso, sono i primi tre nello sfruttare il vento in Europa.”

    Anche dal punto di vista economico, pur non essendo grandi opere, viene rilevata la forte positività di un’economia “verde” ed in tempi di palese recessione non è poco.

    Un secondo vantaggio viene dalle dimensioni delle imprese coinvolte nelle rinnovabili:

    • La gestione della “rivoluzione verde” è in mano a piccole e medie imprese

    “A gestire questa rivoluzione verde sono una serie di piccole e medie imprese, le prime sorte in Germania e Svizzera negli anni Settanta ed Ottanta per rispettare gli obiettivi sulla decontaminazione e sul trattamento dei rifiuti. Da lì, l’attenzione è passata sulle rinnovabili grazie all’impulso dato a questo settore ancora dai governi di questi due paesi, poi dagli scandinavi, quindi dalla Spagna e ora da Francia e Regno Unito. Noi mangiamo la polvere. “L’Italia”, spiega Ferran Tarradellas, portavoce del commissario all’Energia Andris Piebalgs, “ha un potenziale enorme che non viene sfruttato. Potrebbe creare industria e occupazione in un settore destinato a generare una domanda fortissima nei prossimi anni”.

    Dove lo Stato è in grado di incentivare veramente l’innovazione le imprese (quelle vere, non i colossi immobili) si ingegnano a creare mercato e lavoro.

    I vantaggi?

    “… già adesso non sono comunque pochi. Secondo uno studio pubblicato a luglio dal ministero dell’Ambiente tedesco, per ogni euro investito nelle energie rinnovabili si risparmiano 1,6 euro in importazioni di gas o petrolio e in danni causati all’ambiente. E oltretutto gli euro investiti nel verde creano posti di lavoro…”

    Ma, come fanno notare quelli del Consiglio Europeo Energie rinnovabili (l’associazione di categoria) in realtà la lotta è tra la struttura industriale “antica” (l’attuale Confindustria) ed una nuova, più snella e veloce nel vedere il mercato nell’innovazione verde.

    “Per Turmes il futuro è chiaramente verde. “L’intero comparto dell’ecotecnologia”, sostiene, “può creare 3-5 milioni di posti di lavoro da qui al 2020, sfruttando il volano degli investimenti pubblici”.”

    Si tratta ovviamente di crederci (nell’eco-tecnologia) e di volere effettivamente traghettare il paese in un futuro eco-compatibile e più vivibile.

    Anche perchè di lavoro ce ne sarebbe da fare, infatti entrambe le filiere (solare ed eolica) qui da noi non sono complete mancando proprio chi produce le celle ed i generatori eolici…

    “Grandi attese. Peccato che di quei 75 miliardi di investimenti, molti potrebbero volare all’estero. Entrambe le filiere industriali, sia per l’eolico che per il solare, da noi sono monche. A monte, manca chi produce pale e celle, ossia gli strumenti per raccogliere vento e sole. L’Italia non ha un’industria di pale eoliche: l’89 per cento del mercato è dominato dalla danese Vestas, dalla spagnola Gamesa e dalla tedesca Enercon. Le imprese che producono celle, invece, dalle nostre parti si contano sulle dita di una mano: Eni, Solsonica, XGroup, Helios Technology più l’ultima arrivata, Omniasolar. La loro quota del nostro mercato è minima, appena il 10-15 per cento. Pigmei, rispetto alla berlinese Q-Cells o alla Sharp. Poche di più quelle che producono i pannelli: secondo il Gruppo imprese fotovoltaiche italiane, una ventina (incluse le suddette cinque).

    In questa situazione gli incentivi offerti dall’Italia per il solare (i più allettanti d’Europa) fanno di noi un appetibile terra di conquista.”

    ..ci sarebbe posto quindi anche per la grande industria, volendo.

    Questione di scelte insomma, quelle che da noi pare nessuno voglia prendersi la responsabilità di prendere.
    Noi qui all’I.T.I.S. “Einstein”, nel nostro piccolo con il perfezionamento Energetico-Ambientale, l’abbiamo fatto.
    E le previsioni al 2020 sembrerebbero darci ragione…

    😉

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    Nov 27 2008

    Eco-Concorso all’Einstein!

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    Segnaliamo la pubblicazione del bando relativo all’Eco-Concorso collegato alla settimana DESS 2008 appena conclusa.

    Al concorso possono partecipare gli studenti di elementari, medie e superiori di Roma e provincia, con prodotti differenti per ordine di scuola come specificato nel volantino.

    La scadenza per l’iscrizione è il 23 gennaio 2008, la consegna dei lavori entro il giorno 8 febbraio 2009, la pubblicazione e le votazioni online dall’8 al 15 febbraio 2009 (su questo blog!).

    La premiazione avverrà il 17 febbraio 2009, ore 15.30 presso l’aula magna dell’ITIS “A. Einstein” di Roma.

    Bando e allegati.

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    Nov 17 2008

    Giornata DESS all’Einstein

    Sabato 15 novembre all’ITIS Einstein abbiamo tenuto l’annuale giornata dedicata al Decennio dell’Educazione allo Sviluppo Sostenibile, patrocinata dall’Unesco.

    Quest’anno l’argomento era centrato sul recupero, riciclo, riduzione dei rifiuti.
    Tra le scuole invitate, medie ed elementari romane, è stato attrezzato uno speciale mercatino di oggetti di recupero fantasiosamente riciclati come potete ammirare dalle foto sotto.

    Durante il seminario in aula magna sono stati ascoltati, tra gli altri, i seguenti interventi:

    • Rifiuti, riuso, riciclo – prof. Franco Maurizi  (Pdf)
    • Il progetto solare organico della Regione Lazio – UniRM2  – Dott.ssa Monica Coppola  (Pdf)

    Insomma una giornata nel complesso piena di spunti interessanti.

    scacchiera da materiale di recupero

    scacchierE ed altro


    Nov 13 2008

    Giornata mondiale dell’alimentazione 2008

    Il giorno 11 novembre siamo stati al Ministero dell’Ambiente con la terza Bea, invitati da Educarsialfuturo, il progetto E.N.E.A. a cui aderiamo da anni.

    Avevamo appena finito di ascoltare gli interventi di due ricercatori E.N.E.A. (“Nuovi saperi per un’educazione orientata al futuro sostenibile” e “La fame e la sete: una sfida per il pianeta”) che l’intervento del Direttore Generale per la salvaguardia ambientale (ing. B Agricola) gela la sala, gremita di studenti piuttosto perplessi.

    Le parole del direttore infatti sconfessano gli interventi dei relatori che lo avevano preceduto (tra le chicche il vetusto cliché del ciclo di vita dei pannelli FV non ammortizzabile dalla produzione ventennale, la non gratuità dell’energia solare, il buco dell’ozono desaparecito etc…). e la cosa non è affatto sfuggita ai ragazzi delle varie scuole presenti, che attendevano pazientemente il dibattito per chiedere chiarimenti.

    Dibattito purtroppo tagliato per questioni di tempo (sigh) e chiarimenti che dovremo dare noi insegnanti nel chiuso delle nostre classi.

    Resta comunque intatta la valenza informativa e propositiva dell’incontro che tutti noi useremo sicuramente per riaffrontare alcune delle tematiche proposte.

    Per quanto riguarda l’intervento dell’Ing. De Paoli rileviamo delle ambiguità quando si parla di sviluppo sostenibile;  a volte infatti sembra che ci si riferisca alla sostenibilità dello sviluppo (visione biocentrica) altre che si utilizzi la visione antropocentrica dello sviluppo sostenibile.

    Abbiamo accennato alla distinzione in altro post, riprendendo alcune slide presentate nel nostro corso Energia/Ambiente.

    Anche la bellissima slide con le centrali solari a concentrazione (quelle modello Rubbia) dislocate nei deserti africani che si appoggiano su una potente (e costosa) infrastruttura di rete per far arrivare l’elettricità nella vecchia Europa lascia trasparire una visione decisamente antropocentrica dello sviluppo (e pure un tantino Eurocentrica!).
    Se l’obiettivo è di far rilevare ai ragazzi la potenzialità del solare nelle sue varie forme e la disponibilità di aree desertiche altrimenti inutilizzabili, questa slide lascia trasparire un forte pericolo riproponendo acriticamente un sistema di produzione e distribuzione dell’energia concentrato nelle solite, solide e note mani multinazionali.
    E’ infatti parecchio stridente il contrasto tra l’affermazione di voler aiutare il sud del mondo a “svilupparsi sostenibilmente” ed il messaggio trasmesso da questa slide che ripropone la visione eurocentrica dello sfruttamento del sud del mondo (produzione) per le necessità del nord (NOI!), utilizzatore tecnologicamente progredito e sprecone.

    Migliorare (focalizzare) la comunicazione che si intende veicolare ai giovani ed evitare le incongruenze che loro notano e commentano subito è possibile.

    Personalmente avrei ampliato la slide estendendo la rete elettrica anche verso il sud dell’africa (vogliamo aiutarli a svilupparsi energeticamente o no?) e ne avrei messa una successiva ad illustrare l’alternativa non prioritariamente “industriale”: quella della produzione decentrata e locale, disponibile direttamente per le comunità e le loro esigenze locali.

    Su questa avrei innestato anche il discorso della ricerca sulle nuove reti elettriche intelligenti (smart grid) necessarie a passare da un sistema centrato sulle mega-centrali, ad uno basato sulla produzione distribuita e diffusa, maggiormente centrata su piccoli produttori (caseggiati, case singole, condomini, quartieri) che autoproducono e condividono le eccedenze.

    Ci sono vari articoli in proposito anche su Le Scienze (marzo 2008, speciale energia di novembre 2006) e l’esempio di una cittadina tedesca (1,)  che si è comprata la rete di distribuzione elettrica di un fornitore locale e si gestisce l’elettricità autoprodotta dai singoli cittadini.

    Credo che bisognerebbe dare ai nostri giovani anche la possibilità di uscire dagli schemi attuali, proporre un altro modello (1, 2, 3, ), altrimenti l’unica cosa che vedranno sarà la riproposizione dei nostri sistemi economico/energetici, sbagliati ed insostenibili, per i PVS ed il sud del mondo.
    E giustamente a questo punto sarà difficile che uno di loro si senta predisposto a rinunciare ai propri “giocattoli tecnologici” sviluppisti per far spazio alla crescita di una persona cinese, indiana o peggio (perchè parte ancora più svantaggiato rispetto alla “Cindia”) africana.

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